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Portale InPA: l'unico modo per partecipare a un concorso pubblico

Registrazione con SPID, curriculum che vale come autocertificazione, comunicazioni con valore di notifica e la regola sui malfunzionamenti che quasi nessuno conosce

C'è una frase, nell'art. 4 del D.P.R. 487/1994, che ha cambiato il modo di partecipare ai concorsi pubblici in Italia: "Alle procedure di concorso si partecipa esclusivamente previa registrazione nel Portale unico del reclutamento". Non è un canale preferenziale né una semplificazione facoltativa. È l'unico canale esistente.

Cos'è e da dove viene

Il Portale unico del reclutamento, raggiungibile all'indirizzo www.inpa.gov.it, è stato istituito dall'art. 35-ter del D.Lgs. 165/2001 ed è gestito dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri. La sua disciplina operativa sta invece nell'art. 4 del D.P.R. 487/1994, riscritto nel 2023.

La registrazione è gratuita. Il monopolio non vale solo per i ministeri: si applica anche ai concorsi banditi da regioni ed enti locali, cioè a tutto il perimetro della pubblica amministrazione.

Tre conseguenze pratiche del monopolio

1. Il bando può non uscire in Gazzetta

La pubblicazione della procedura sul Portale e sul sito istituzionale esonera l'amministrazione dall'obbligo di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (art. 3 c. 1). Chi ancora imposta la ricerca dei bandi sulla GU rischia semplicemente di non vederli.

Il corollario operativo: la ricerca dei concorsi va fatta su InPA, con i filtri per area, regione e titolo di studio, e conviene salvare le ricerche ricorrenti. Il termine di presentazione della domanda, del resto, non può essere inferiore a 10 né superiore a 30 giorni dalla pubblicazione sul Portale (art. 3 c. 2 lett. a): la finestra è stretta, accorgersene con dieci giorni di ritardo può voler dire perdere il bando.

2. Le comunicazioni arrivano solo lì

Calendario delle prove, esiti, convocazioni, esclusioni: tutte le comunicazioni ai candidati avvengono esclusivamente tramite il Portale, con valore di notifica a ogni effetto di legge. Nessuno telefona, nessuno manda una raccomandata.

Il termine dei 15 giorni. Le date e i luoghi delle prove sono resi disponibili sul Portale almeno 15 giorni prima dello svolgimento. È il preavviso minimo su cui organizzare viaggio, permessi di lavoro e ultima fase di ripasso: non aspettarsi di più.

3. Senza identità digitale non si partecipa

L'accesso richiede un'identificazione digitale forte. Sono ammessi:

  • SPID — Sistema Pubblico di Identità Digitale;
  • CIE — Carta di Identità Elettronica;
  • CNS — Carta Nazionale dei Servizi;
  • un'identità digitale di livello almeno significativo nell'ambito di un regime di identificazione elettronica notificato ai sensi dell'art. 9 del Regolamento UE 910/2014 (eIDAS).

Non è un dettaglio tecnico: senza uno di questi strumenti la partecipazione è materialmente impossibile. Se l'identità digitale è scaduta o il numero di telefono associato non è più attivo, il momento per accorgersene non è il giorno della scadenza del bando.

Il curriculum che vale come autocertificazione

Questo è il punto giuridicamente più denso. All'atto della registrazione il candidato compila il proprio curriculum sul Portale, e quel CV ha valore di dichiarazione sostitutiva di certificazione ai sensi dell'art. 46 del D.P.R. 445/2000 (art. 4 c. 2).

Non è un profilo da social network professionale: è un atto giuridico. Le conseguenze:

  • le dichiarazioni non veritiere comportano le sanzioni penali degli artt. 75-76 del D.P.R. 445/2000 e la perdita dei benefici conseguiti;
  • l'amministrazione si riserva la verifica delle dichiarazioni rese dai vincitori (art. 4 c. 5) — il controllo arriva alla fine, quando la posta è più alta;
  • ciò che non è dichiarato non esiste: nei concorsi per titoli ed esami, un master non inserito è un master non valutato, e non si recupera dopo.

Il contenuto minimo previsto dall'art. 4 c. 2 comprende dati anagrafici, cittadinanza, indirizzo di residenza o domicilio, indirizzo PEC o domicilio digitale con recapito telefonico, comune di iscrizione nelle liste elettorali, titoli di studio, esperienze professionali ed eventuali precedenti penali.

Il CV si compila una volta sola, ma va tenuto vivo. Conviene aggiornarlo appena si consegue un titolo, non alla vigilia di una scadenza: nella fretta si sbagliano date e votazioni, e sono proprio quelle a determinare i punti in graduatoria.

La registrazione e il GDPR

La registrazione al Portale comporta il consenso al trattamento dei dati personali ai sensi del Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e del Codice privacy (D.Lgs. 196/2003), come previsto dall'art. 4 c. 3. È una condizione strutturale della partecipazione: non è possibile candidarsi mantenendo i dati fuori dalla piattaforma.

Se la piattaforma si blocca

È la parte del regolamento che quasi nessuno legge e che vale la pena conoscere. In caso di malfunzionamento parziale o totale della piattaforma, accertato dall'amministrazione che bandisce, l'art. 3 c. 7 impone:

  • una proroga del termine di scadenza corrispondente alla durata del malfunzionamento;
  • la pubblicazione di un avviso dell'accertato malfunzionamento sul sito istituzionale e sul Portale;
  • un servizio di assistenza informatica garantito durante la fase di presentazione delle domande.

Attenzione però alla condizione: la proroga scatta sul malfunzionamento accertato dall'amministrazione, non sulla difficoltà individuale. Un problema con il proprio SPID, con la connessione o con il browser non è un malfunzionamento della piattaforma.

La regola dell'ultima domanda. Il bando deve consentire di modificare o integrare la domanda fino alla scadenza, anche se già inviata — ma in tal caso vale esclusivamente l'ultima domanda presentata in ordine di tempo. Chi reinvia per correggere un dato deve assicurarsi che l'ultima versione sia completa: sostituisce integralmente le precedenti, non le integra.

InPA e i concorsi unici RIPAM

Il Portale è anche la piattaforma operativa dei concorsi unici organizzati dal Dipartimento della funzione pubblica per le amministrazioni che vi aderiscono (artt. 19-21 del D.P.R. 487/1994). In quei casi la gestione tecnica delle prove può avvalersi di FormezPA e del CINECA: è esattamente il modello operativo dei concorsi RIPAM.

Va però evitata l'equazione "InPA = RIPAM". Il monopolio dell'art. 4 c. 1 vale per tutti i concorsi pubblici: anche un concorso congiunto tra due istituti, o il bando di un piccolo comune, passa dal Portale senza essere un concorso unico RIPAM.

Cosa fare, in ordine

  1. Attivare SPID, CIE o CNS e verificare che non siano scaduti;
  2. Registrarsi su InPA e compilare il CV per intero, con date e votazioni esatte;
  3. Indicare una PEC o un domicilio digitale che si controlla davvero;
  4. Impostare le ricerche dei bandi per area e regione, sapendo che la finestra utile è di 10-30 giorni;
  5. Dopo l'invio, controllare il Portale con regolarità: è lì che arrivano convocazioni ed esiti, con almeno 15 giorni di preavviso sulle prove;
  6. Conservare la ricevuta di presentazione della domanda.

Fonti. D.P.R. 9 maggio 1994 n. 487, artt. 3 (bando di concorso, termini e malfunzionamenti), 4 (procedura di partecipazione tramite Portale InPA), 19-21 (concorsi unici), come modificato dal D.P.R. 16 giugno 2023 n. 82; D.Lgs. 30 marzo 2001 n. 165, art. 35-ter; D.Lgs. 7 marzo 2005 n. 82 (CAD), art. 64 cc. 2-quater e 2-nonies; Regolamento UE 910/2014 (eIDAS), art. 9; D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445, artt. 46, 75, 76; Regolamento UE 2016/679 (GDPR).

RIPAM Studio - Preparazione Concorsi Pubblici

Autore: Francesco Capurso

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