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Per esami, per titoli ed esami, corso-concorso: le tre strade del reclutamento pubblico

Come riconoscere la tipologia del proprio bando in trenta secondi e perché cambia completamente la strategia di preparazione

La prima riga di un bando contiene quasi sempre l'informazione più importante e la meno letta: "è indetto un concorso pubblico per esami…" oppure "…per titoli ed esami…". Sono formule tecniche, non retoriche. Definiscono la struttura dell'intera selezione, e quindi dove conviene investire il tempo.

La norma: tre modelli, una scelta discrezionale

L'art. 1 c. 2 del D.P.R. 487/1994 stabilisce che l'amministrazione che indice il concorso adotta la tipologia selettiva più funzionale alla natura dei profili professionali richiesti nel bando, scegliendo tra:

TipologiaStruttura
aConcorso per esamiSolo prove (eventuale preselettiva + scritta + orale + eventuale pratica)
bConcorso per titoli ed esamiProve + valutazione dei titoli
cCorso-concorsoProve + corso di formazione selettivo prima dell'assunzione

La scelta è discrezionalità organizzativa dell'amministrazione: il regolamento non impone un modello per area o per profilo, fissa solo il criterio di funzionalità. Il che spiega perché due concorsi della stessa area, nello stesso anno, possano essere strutturati in modo diverso.

Due precisazioni di cornice, dallo stesso articolo. Il concorso pubblico si svolge con modalità che ne garantiscano imparzialità, efficienza ed efficacia, ricorrendo ove necessario a sistemi automatizzati diretti anche a realizzare forme di preselezione e a selezioni decentrate per circoscrizioni territoriali (art. 1 c. 3). E, per le aree per cui è richiesto il solo assolvimento dell'obbligo scolastico, non si procede per concorso ma mediante avviamento a selezione degli iscritti negli elenchi dei centri per l'impiego (art. 1 c. 4).

a) Concorso per esami

Quando si sceglie: profili in cui la prova di conoscenza è sufficiente a discriminare i candidati — ruoli operativi, area assistenti, posizioni di accesso.

Come si forma la graduatoria: somma dei punti delle prove. Nulla di più. I titoli — laurea, master, dottorato — operano solo come requisito di accesso: servono per essere ammessi, non danno un punto.

La conseguenza strategica è secca: in un concorso per esami, il 100% dell'energia va sulle prove. Non esiste alcun margine di recupero via curriculum, e non ha senso cercare corsi o titoli "che facciano punteggio" — non ce n'è.

All'interno di questo modello esistono varianti molto diverse tra loro. Ci sono concorsi per esami con preselettiva, scritta e orale; e ci sono concorsi mono-prova, in cui tutta la selezione si gioca su una sola prova scritta a quesiti, con la graduatoria formata sul punteggio di quell'unica prova. Nel secondo caso la selezione è, letteralmente, una giornata.

b) Concorso per titoli ed esami

Quando si sceglie: profili in cui esperienza pregressa e qualificazioni post-laurea sono considerate significative — funzionari, profili specialistici, dirigenza.

Come si forma la graduatoria: punti delle prove più punti dei titoli. L'art. 8 c. 4 lo dice esplicitamente: la votazione complessiva è determinata sommando il voto della valutazione dei titoli al voto complessivo delle prove d'esame.

Due regole delimitano il modello:

  • il tetto: per i titoli non può essere attribuito un punteggio complessivo superiore a 10/30 o equivalente (art. 8 c. 2), e il bando deve indicare i titoli valutabili con il punteggio massimo singolo e per categorie. I concorsi per la dirigenza derogano al tetto in forza di regolamenti speciali;
  • il momento: nei casi di assunzione per determinati profili, la valutazione dei titoli è effettuata dopo lo svolgimento delle prove orali, a condizione della previa determinazione dei criteri (art. 8 c. 1).

Quest'ultimo punto vale una precisazione, perché genera ansia inutile: i titoli non filtrano l'accesso alle prove. Non si viene esclusi per avere pochi titoli. Si viene valutati sui titoli solo dopo aver superato le prove, e quei punti si aggiungono alla fine. Chi ha un curriculum leggero non parte fuori: parte con qualche punto in meno da recuperare all'esame.

Per capire quanto pesano davvero le singole voci, vale la pena leggere come si compone la griglia dei titoli: lo stesso master può valere 1,5 punti o 0,25 a seconda del bando.

c) Corso-concorso

Quando si sceglie: profili in cui la formazione professionalizzante è parte integrante del reclutamento. È il modello storico dell'accesso alla dirigenza statale tramite la Scuola nazionale dell'amministrazione, dei segretari comunali, della magistratura.

Come funziona: si concorre per l'ammissione al corso, non direttamente al posto. Il superamento del corso selettivo di formazione è condizione per l'immissione in servizio. L'art. 21 c. 2 del D.P.R. 487/1994 fa espressamente salve le disposizioni in materia di corso-concorso bandito dalla Scuola nazionale dell'amministrazione.

Un tratto tipico e istruttivo: gli allievi ammessi al corso sono più dei posti finali. In un recente corso-concorso per la dirigenza, 144 allievi sono stati ammessi per 120 posti da dirigente — una maggiorazione del 20% prevista dalla disciplina di settore. La selezione, cioè, continua durante il corso: essere ammessi non equivale ad essere assunti.

Attenzione all'ibrido. Alcuni bandi prevedono un concorso per titoli ed esami seguito da un periodo di formazione obbligatoria. Non è un corso-concorso in senso tecnico: lì la selezione si è già chiusa con la graduatoria, e la formazione è successiva all'assunzione. Il corso-concorso vero è quello in cui il corso è esso stesso selettivo.

Come si riconosce la tipologia in trenta secondi

  1. Titolo del bando — la formula "per esami" / "per titoli ed esami" è quasi sempre nella rubrica o nel primo articolo;
  2. Articolo sul punteggio — se compare un articolo dedicato alla "valutazione dei titoli" con una griglia, è tipologia b;
  3. Punteggio massimo complessivo — se le prove valgono 30+30 e il massimo totale dichiarato è 70, i 10 mancanti sono i titoli;
  4. Presenza di un corso — se il bando parla di ammissione a un corso di formazione e di allievi, è tipologia c.

Perché la tipologia cambia la strategia

Ridotto all'osso:

TipologiaDove sta il margineErrore tipico
Per esamiInteramente sulle proveIlludersi che il curriculum "aiuti"
Per titoli ed esamiProve + dichiarazione corretta dei titoliDimenticare di dichiarare un titolo: non dichiarato = non valutato
Corso-concorsoProve di ammissione + tenuta nel corsoConsiderare l'ammissione come assunzione

Un'ultima osservazione che emerge dal confronto tra bandi recenti: nell'area funzionari si sta diffondendo un modello "puro" per esami — scritta e orale, niente titoli — in cui il candidato è valutato solo sulla performance d'esame, per quanto il dottorato o la specializzazione siano requisiti obbligatori per essere ammessi. È un'inversione rispetto al paradigma tradizionale del "concorso per titoli ed esami", e va tenuta presente prima di investire tempo e denaro in un titolo pensando che dia un vantaggio in graduatoria.

Il modo più rapido per non sbagliare resta lo stesso: leggere il bando prima del manuale. Le tre righe che indicano la tipologia selettiva valgono, in termini di ore di studio risparmiate, più di qualunque scorciatoia.

Fonti. D.P.R. 9 maggio 1994 n. 487, artt. 1 (modalità di accesso), 8 (concorso per titoli ed esami), 19-21 (concorsi unici e clausola di salvezza per il corso-concorso SNA), come modificato dal D.P.R. 16 giugno 2023 n. 82; D.Lgs. 30 marzo 2001 n. 165, artt. 28, 35, 35-ter, 35-quater; D.P.R. 272/2004 e D.P.R. 70/2013 (accesso alla dirigenza). Configurazioni procedurali verificate sui testi ufficiali dei bandi INPS 248, INPS 88, INPS 49 dirigenti, XI corso-concorso SNA, MIC 1800 e MIC 577.

RIPAM Studio - Preparazione Concorsi Pubblici

Autore: Francesco Capurso

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