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Graduatoria, idonei e scorrimento: cosa succede dopo la pubblicazione

Quanto vale una graduatoria, che differenza c'è tra vincitore e idoneo, come funziona lo scorrimento tra regioni e quando si decade

C'è un momento, dopo la pubblicazione della graduatoria, in cui molti candidati scoprono di aver capito male come funziona il concorso. Hanno superato le prove, il loro nome è nell'elenco, e pensano che sia fatta. Poi leggono la parola "idoneo" accanto al proprio nome e cominciano le domande: sarò chiamato? Quando? E se mi chiamano in un'altra regione? Questa guida risponde a quelle domande, perché la fase post-graduatoria ha regole precise che conviene conoscere prima, non dopo.

Come si forma la graduatoria

La graduatoria di merito è l'atto conclusivo della procedura: la commissione ordina i candidati che hanno superato le prove secondo il punteggio complessivo, e a parità di punteggio applica i titoli di preferenza previsti dall'art. 5 comma 4 del D.P.R. 487/1994.

Cosa entri nel punteggio complessivo dipende dal tipo di concorso: nei concorsi per esami è la somma delle prove; nei concorsi per titoli ed esami ai punti delle prove si aggiungono quelli dei titoli, che si applicano sopra il risultato delle prove e non lo sostituiscono mai.

Una graduatoria o molte?

È la domanda strategicamente più importante, e la risposta sta nel bando. Esistono tre modelli:

  • Graduatoria unica nazionale — tipica dei concorsi con sede unica o con assegnazione degli incarichi successiva alla vincita;
  • Graduatorie per sede o direzione — una per ciascuna sede, sulla base di quella che hai indicato in domanda;
  • Graduatorie per profilo × ambito territoriale — il modello dei grandi concorsi su base regionale, dove le graduatorie possono essere decine.
Perché ti riguarda già in fase di domanda. Quando le graduatorie sono separate per sede, non competi con tutti i candidati del bando: competi solo con chi ha scelto la tua stessa sede. Il numero che conta non è "quanti posti mette a concorso il bando", ma "quanti posti ci sono nel mio ambito e quante persone hanno scelto quell'ambito". È una scelta che va fatta con la testa, non per abitudine geografica.

Vincitori e idonei

La distinzione è netta:

  • Vincitori — i candidati collocati entro il numero dei posti messi a concorso. Hanno diritto all'assunzione, salvo decadenza;
  • Idonei non vincitori — hanno superato tutte le prove e sono in graduatoria dopo l'ultimo vincitore. Non hanno un diritto immediato all'assunzione, ma restano in attesa di un eventuale scorrimento.

Essere idoneo non è un fallimento: significa aver superato il concorso ed essere in fila. Quanto sia lunga la fila, e quanto tempo hai, dipende dai due punti che seguono.

Quanto vale una graduatoria: due anni

La validità è di due anni dalla data di approvazione. Il termine ha doppio fondamento — l'art. 15 comma 7 del D.P.R. 487/1994 sul piano regolamentare e l'art. 35 comma 5-ter del D.Lgs. 165/2001 su quello primario — e per questo non è una scelta del singolo bando: è una regola di sistema che il bando si limita a recepire. Le leggi regionali possono prevedere periodi più brevi, mai più lunghi.

Due precisazioni che contano nella pratica. Il biennio decorre dall'approvazione, non dalla data delle prove né dalla pubblicazione: tra la fine degli orali e l'approvazione possono passare mesi, che non ti vengono sottratti. E dalla pubblicazione decorrono invece i termini per impugnare: 60 giorni per il ricorso al TAR, 120 per il ricorso straordinario al Capo dello Stato.

Quanto ci mette ad arrivare

Il D.P.R. 487/1994 fissa termini precisi per le fasi finali, che è utile conoscere per calibrare le aspettative:

  • 180 giorni dalla conclusione delle prove scritte per chiudere l'intera procedura (uno sforamento va giustificato collegialmente con relazione al Dipartimento della funzione pubblica);
  • 30 giorni dall'ultima sessione di prove orali per la valutazione dei titoli, nei concorsi per titoli ed esami;
  • 15 giorni dalla fine della valutazione dei titoli per elaborare la graduatoria finale.

Le amministrazioni sono inoltre tenute a pubblicare sul proprio sito la durata effettiva di ciascun concorso: un dato di trasparenza poco noto, ma utile se stai valutando quanto realisticamente aspettare.

Lo scorrimento

Se dopo l'approvazione alcuni posti restano scoperti — per rinuncia o decadenza di un vincitore, o perché l'amministrazione ha ulteriori esigenze assunzionali coperte dalla stessa graduatoria entro il biennio — si attinge agli idonei nell'ordine di graduatoria.

Dove il meccanismo si fa interessante è nei concorsi territoriali, perché lì lo scorrimento può attraversare i confini della tua graduatoria. Due esempi reali:

  • In un bando INPS per assistenti informatici, se la graduatoria di una direzione regionale è incapiente, lo scorrimento avviene attingendo alle direzioni preferibilmente confinanti, previo interpello e assenso dell'interessato. In concreto: un idoneo in Toscana può essere chiamato per un posto in Emilia-Romagna o nel Lazio, ma solo se accetta.
  • Nel concorso congiunto INPS/INAIL per 448 ispettori lo schema è a cascata: prima scorrimento orizzontale tra regioni dello stesso profilo, poi — se restano posti scoperti — scorrimento tra i due enti, previa intesa tra gli Istituti e sempre con l'assenso degli interessati.
La parola chiave è "assenso". Nessuno può spostarti d'ufficio in un'altra regione o in un altro ente: lo scorrimento territoriale richiede il tuo consenso esplicito, dopo interpello. Il che significa anche che rifiutare è possibile — e conviene sapere in anticipo, prima di ricevere la telefonata, se saresti disposto a trasferirti. È una domanda da farsi in fase di scelta della sede, non a graduatoria pubblicata.

La decadenza

Chi viene chiamato — vincitore o idoneo che sia — e non assume servizio entro il termine fissato dall'amministrazione, senza giustificato motivo, decade non solo dall'assunzione ma dalla graduatoria stessa. Non si torna in fila più indietro: si esce.

Si decade anche per mancato accertamento dei requisiti dichiarati. È il motivo per cui vale la pena essere scrupolosi in domanda: una dichiarazione avventata su un titolo o su un requisito può presentare il conto proprio nel momento in cui il concorso è stato vinto.

Dove finisce pubblicata

La graduatoria approvata è pubblicata sul portale inPA e sul sito istituzionale dell'ente. Questa pubblicazione ha valore di notifica a tutti gli effetti: non riceverai una comunicazione personale, e i termini decorrono comunque. Vale la pena impostare un promemoria e controllare periodicamente, soprattutto se sei idoneo e la graduatoria è ancora nel biennio di validità.

In sintesi

  • La graduatoria vale due anni dall'approvazione;
  • Idoneo significa concorso superato, in attesa di scorrimento — non bocciato;
  • Nei concorsi territoriali competi nel tuo ambito, non su scala nazionale;
  • Lo scorrimento fuori ambito richiede interpello e assenso;
  • Chi non assume servizio nei termini decade anche dalla graduatoria;
  • La pubblicazione su inPA vale come notifica: controlla tu.

Fonti. D.P.R. 9 maggio 1994 n. 487, artt. 5, 11, 15 e 16; D.Lgs. 165/2001 art. 35 c. 5-ter. Esempi di disciplina dello scorrimento verificati sui testi ufficiali dei bandi INPS 248 assistenti informatici, INPS 88 funzionari informatici e INPS/INAIL 448 ispettori di vigilanza.

RIPAM Studio - Preparazione Concorsi Pubblici

Autore: Francesco Capurso

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