RIPAM 3997

Codice Civilev1.0 - 04/04/2026

Diritto Civile

Report completo su persone, obbligazioni, contratti, responsabilità, proprietà e trabocchetti.

1 Sintesi integrale per la preparazione al Concorso RIPAM

2 STRUTTURA DEL CODICE CIVILE E FONTI DEL DIRITTO

1.1 Le Preleggi (Disposizioni sulla legge in generale)

Il Codice Civile italiano, approvato con R.D. 16 marzo 1942 n. 262, si apre con le Disposizioni sulla legge in generale (c.d. Preleggi), che disciplinano il sistema delle fonti e i criteri interpretativi.

L'Art. 1 delle Preleggi individua la gerarchia delle fonti del diritto: leggi, regolamenti, norme corporative (oggi disapplicate) e usi. La gerarchia implica che la fonte di grado inferiore non può contrastare quella di grado superiore, pena l'invalidità. Gli usi (o consuetudini) operano solo nelle materie non regolate da leggi o regolamenti (usi secundum legem e praeter legem), mentre sono esclusi gli usi contra legem.

L'Art. 12 stabilisce i criteri di interpretazione della legge: nell'applicare la legge, non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse e dalla intenzione del legislatore. Se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione, si ricorre alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe; se il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i principi generali dell'ordinamento giuridico dello Stato.

L'Art. 14 pone un limite fondamentale: le leggi penali e quelle che fanno eccezione a regole generali non si applicano oltre i casi e i tempi in esse considerati. Il divieto di analogia per le norme penali ed eccezionali è un principio cardine, oggetto frequente di domande concorsuali.

1.2 I sei Libri del Codice Civile

Il Codice Civile si articola in sei Libri:

  • Libro I — Delle persone e della famiglia (Artt. 1-455)
  • Libro II — Delle successioni (Artt. 456-809)
  • Libro III — Della proprietà (Artt. 810-1172)
  • Libro IV — Delle obbligazioni (Artt. 1173-2059)
  • Libro V — Del lavoro (Artt. 2060-2642)
  • Libro VI — Della tutela dei diritti (Artt. 2643-2969)

Il Libro IV è il più esteso e il più rilevante ai fini concorsuali: contiene la disciplina delle obbligazioni, dei contratti, della responsabilità civile e delle garanzie.

1.3 Principi fondamentali

Tre principi generali attraversano l'intero sistema civilistico:

  • Autonomia privata (Art. 1322): le parti possono determinare liberamente il contenuto del contratto nei limiti imposti dalla legge e concludere contratti atipici purchè diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela.
  • Buona fede: opera in tre momenti — nelle trattative (Art. 1337, responsabilità precontrattuale), nell'esecuzione del contratto (Art. 1375), e come regola generale di correttezza nelle obbligazioni (Art. 1175).
  • Diligenza (Art. 1176): il debitore deve usare la diligenza del buon padre di famiglia; per le obbligazioni professionali, la diligenza si valuta con riguardo alla natura dell'attività esercitata.

3 PERSONE FISICHE

2.1 Capacità giuridica e capacità d'agire

La capacità giuridica (Art. 1) si acquista al momento della nascita. I diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all'evento della nascita (nascituro concepito). La capacità giuridica cessa con la morte.

La capacità d'agire (Art. 2) si acquista con la maggiore età, fissata a 18 anni. È l'idoneità del soggetto a compiere atti giuridici producendo effetti nella propria sfera giuridica. L'emancipazione (Art. 84) consente al minore che abbia compiuto 16 anni di contrarre matrimonio, previa autorizzazione del tribunale per gravi motivi. L'emancipato può compiere atti di ordinaria amministrazione, mentre per quelli di straordinaria amministrazione necessita dell'autorizzazione del giudice tutelare.

2.2 Domicilio, residenza, dimora

L'Art. 43 distingue tre nozioni fondamentali:

  • Domicilio: luogo in cui la persona ha stabilito la sede principale dei propri affari e interessi (elemento volontaristico prevalente).
  • Residenza: luogo in cui la persona ha la dimora abituale (elemento fattuale di stabilita').
  • Dimora: luogo in cui la persona si trova attualmente (mero fatto).

La distinzione tra domicilio (affari/interessi) e residenza (dimora abituale) è una delle domande più frequenti nei quiz RIPAM.

2.3 Istituti di protezione degli incapaci

IstitutoPresuppostoOrgano di nominaAssistenza/SostituzioneCapacità residua
Amministrazione di sostegno (Art. 404)Infermita'/menomazione anche parziale o temporaneaGiudice tutelareAssistenza e/o sostituzione per atti specifici indicati nel decretoConserva la capacità per tutti gli atti non compresi nel decreto
Interdizione (Art. 414)Infermità di mente abituale, incapacità di provvedere ai propri interessiTribunale (sentenza)Sostituzione totale tramite tutoreTotalmente incapace, salvo atti di vita quotidiana
Inabilitazione (Art. 415)Infermità non grave, prodigalità, abuso di sostanze, sordomutismo senza istruzioneTribunale (sentenza)Assistenza del curatore per atti di straordinaria amministrazioneOrdinaria amministrazione autonoma
L'incapacità naturale (Art. 428) riguarda chi, pur legalmente capace, si trovi in stato di incapacità di intendere o di volere al momento del compimento dell'atto. Per gli atti unilaterali: annullabili se ne deriva grave pregiudizio all'autore. Per i contratti: annullabili se risulta la mala fede dell'altro contraente.

2.4 Scomparsa, assenza e morte presunta

  • Scomparsa (Art. 48): quando la persona non compare più nel luogo dell'ultimo domicilio o residenza e non se ne hanno notizie. Il tribunale nomina un curatore.
  • Assenza (Art. 49): dopo 2 anni dall'ultima notizia. Il tribunale dichiara l'assenza; gli eredi possono ottenere l'immissione temporanea nel possesso dei beni.
  • Morte presunta (Art. 58): dopo 10 anni dall'ultima notizia (o termini ridotti per eventi specifici: 3 anni per operazioni belliche, 2 anni per infortuni). Il tribunale dichiara la morte presunta con sentenza.

4 PERSONE GIURIDICHE E ENTI

3.1 Associazioni riconosciute

Le associazioni riconosciute (Artt. 14-35) nascono per atto pubblico (Art. 14) e acquistano la personalità giuridica con l'iscrizione nel registro delle persone giuridiche. I quorum deliberativi dell'Art. 21 sono cruciali: la maggioranza semplice dei presenti decide sulle materie ordinarie; per lo scioglimento dell'associazione e la devoluzione del patrimonio occorrono i 3/4 (tre quarti) degli associati. Le delibere contrarie alla legge, all'atto costitutivo o allo statuto possono essere annullate su istanza degli organi dell'ente, di qualunque associato o del pubblico ministero entro 6 mesi.

3.2 Fondazioni

Le fondazioni (Artt. 14-35) si caratterizzano per la prevalenza dell'elemento patrimoniale e lo scopo. Sono soggette al controllo e vigilanza dell'autorità governativa (Art. 25), che può nominare e revocare amministratori, annullare delibere contrarie a legge, statuto o atto di fondazione. L'Art. 28 disciplina la trasformazione della fondazione quando lo scopo è esaurito, divenuto impossibile o di scarsa utilità, o il patrimonio è divenuto insufficiente.

3.3 Associazioni non riconosciute e comitati

Le associazioni non riconosciute (Artt. 36-38) costituiscono la forma organizzativa più diffusa. L'Art. 36 stabilisce che l'ordinamento interno e l'amministrazione sono regolati dagli accordi degli associati. L'Art. 38, norma cruciale per i concorsi, prevede un regime di responsabilità peculiare: per le obbligazioni dell'associazione rispondono sia il fondo comune sia, personalmente e solidalmente, coloro che hanno agito in nome e per conto dell'associazione. Non è prevista autonomia patrimoniale perfetta.

I comitati (Artt. 39-42) sono enti collettivi costituiti per raccolta fondi e destinazione a uno scopo. I componenti del comitato rispondono personalmente e solidalmente delle obbligazioni assunte.

3.4 Autonomia patrimoniale

CaratteristicaAutonomia perfettaAutonomia imperfetta
Separazione patrimoniCompletaParziale
Responsabilità per debiti dell'enteSolo patrimonio dell'entePatrimonio ente + patrimonio personale di chi agisce
EsempioAssociazione riconosciuta, società di capitaliAssociazione non riconosciuta, società di persone
Aggressibilità dei beni personaliEsclusa per i creditori dell'enteAmmessa in via sussidiaria
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5 OBBLIGAZIONI

4.1 Fonti delle obbligazioni

L'Art. 1173 individua tre fonti: il contratto, il fatto illecito, e ogni altro atto o fatto idoneo a produrle in conformità dell'ordinamento giuridico. Quest'ultima è una clausola aperta che include: promesse unilaterali, gestione di affari altrui (Art. 2028), pagamento dell'indebito (Art. 2033), arricchimento senza causa (Art. 2041).

4.2 Classificazione delle obbligazioni

Le obbligazioni solidali (Art. 1292) si configurano quando più debitori sono obbligati tutti per la medesima prestazione, sicchè ciascuno può essere costretto all'adempimento per la totalità. La solidarietà passiva è la regola (Art. 1294). Le obbligazioni parziarie impongono a ciascun debitore solo la propria quota. Le obbligazioni alternative hanno ad oggetto due o più prestazioni, e il debitore si libera eseguendone una sola; la scelta spetta al debitore, salvo patto contrario (Art. 1286). Le obbligazioni naturali (Art. 2034) — adempimento di doveri morali o sociali — non danno azione per l'adempimento, ma escludono la ripetizione di quanto spontaneamente prestato (soluti retentio).

4.3 Adempimento

L'adempimento è l'esatta esecuzione della prestazione dovuta. La diligenza richiesta è quella del buon padre di famiglia (Art. 1176 co.1); per le obbligazioni professionali si valuta con riguardo alla natura dell'attività esercitata (Art. 1176 co.2). Il luogo dell'adempimento (Art. 1182): le obbligazioni pecuniarie si adempiono al domicilio del creditore (debito portabile); per le altre, al domicilio del debitore. Il tempo (Art. 1183): se non è determinato, il creditore può esigerla immediatamente.

4.4 Inadempimento e mora

L'Art. 1218 disciplina la responsabilità del debitore per inadempimento: il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l'inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile. L'onere della prova grava sul debitore (inversione dell'onere probatorio).

La mora del debitore (Art. 1219) richiede di regola un'intimazione scritta. Tre casi di mora automatica (ex re): (1) quando il debito deriva da fatto illecito; (2) quando il debitore ha dichiarato per iscritto di non voler adempiere; (3) quando è scaduto il termine e la prestazione doveva essere eseguita al domicilio del creditore.

La mora del creditore (Art. 1206) si verifica quando il creditore, senza motivo legittimo, rifiuta di ricevere la prestazione offertagli o non compie quanto necessario affinchè il debitore possa adempiere.

6 IL CONTRATTO

5.1 Nozione e autonomia contrattuale

Il contratto (Art. 1321) è l'accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale. L'Art. 1322 sancisce il principio di autonomia contrattuale: le parti possono determinare liberamente il contenuto del contratto entro i limiti della legge e possono concludere contratti non appartenenti ai tipi aventi una disciplina particolare (contratti atipici), purchè diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l'ordinamento giuridico.

5.2 I quattro requisiti essenziali

L'Art. 1325 elenca i 4 requisiti del contratto:

  • Accordo delle parti — il consenso validamente formato
  • Causa — la funzione economico-sociale del contratto (non il motivo soggettivo)
  • Oggetto — la prestazione dedotta, che deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile (Art. 1346)
  • Forma — quando prescritta dalla legge a pena di nullità (ad substantiam)

La confusione tra 3, 4 o 5 requisiti è un trabocchetto ricorrente. Sono esattamente 4.

5.3 Formazione del contratto

Il contratto si conclude con lo scambio di proposta e accettazione (Art. 1326). L'accettazione deve essere conforme alla proposta; un'accettazione non conforme vale come nuova proposta (controproposta). L'accettazione deve giungere nel termine stabilito dal proponente o in quello ordinariamente necessario secondo la natura dell'affare o secondo gli usi.

Il principio consensualistico (Art. 1376) stabilisce che nei contratti aventi per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa determinata, la proprietà si trasmette per effetto del consenso delle parti legittimamente manifestato. Non è necessaria la consegna del bene (che è rilevante per il possesso, non per la proprietà).

5.4 Clausole vessatorie e interpretazione

L'Art. 1341 co. 2 elenca le clausole che non hanno effetto se non sono specificamente approvate per iscritto (c.d. doppia firma): limitazioni di responsabilità, facoltà di recedere, clausole compromissorie, deroghe alla competenza, ecc. Si noti: le clausole vessatorie non approvate specificamente sono inefficaci, non nulle in senso stretto.

L'interpretazione del contratto segue i criteri degli Artt. 1362-1371. L'Art. 1362 impone di ricercare la comune intenzione delle parti, senza limitarsi al senso letterale delle parole, valutando il comportamento complessivo delle parti anche posteriore alla conclusione del contratto.

7 INVALIDITA' DEL CONTRATTO

6.1 Quadro sinottico

AspettoNullitàAnnullabilitàRescissione
LegittimazioneChiunque vi abbia interesse; rilevabile d'ufficioSolo la parte nel cui interesse è stabilitaSolo la parte lesa
Prescrizione azioneImprescrittibile5 anni (ma eccezione perpetua)1 anno dalla conclusione del contratto
ConvalidaImpossibile (inconvalidabile)Possibile (Art. 1444, espressa o tacita)Impossibile
Effetti verso terziOpponibile ai terziSalvi i diritti dei terzi in buona fedeSalvi i diritti dei terzi in buona fede
Rilevabilità d'ufficioSi'NoNo

6.2 Nullità (Artt. 1418-1424)

Il contratto è nullo quando: è contrario a norme imperative (salvo che la legge disponga diversamente); manca uno dei requisiti dell'Art. 1325; la causa è illecita; il motivo è illecito e comune ad entrambe le parti; l'oggetto è impossibile, illecito, indeterminato o indeterminabile; negli altri casi stabiliti dalla legge. La nullità è imprescrittibile e può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse e può essere rilevata d'ufficio dal giudice. Il contratto nullo non può essere convalidato, salvo che la legge disponga diversamente. La nullità parziale (Art. 1419) non comporta nullità dell'intero contratto se risulta che le parti lo avrebbero concluso senza la clausola nulla. La conversione (Art. 1424) consente che il contratto nullo produca gli effetti di un diverso contratto di cui contenga i requisiti.

6.3 Annullabilità (Artt. 1425-1446)

L'annullabilità è la sanzione per vizi meno gravi. L'azione si prescrive in 5 anni dalla scoperta del vizio, ma l'annullabilità può essere opposta come eccezione perpetua (anche oltre i 5 anni, purchè il contratto non sia stato ancora eseguito). La legittimazione spetta solo alla parte nel cui interesse la protezione è stabilita. Il contratto annullabile può essere convalidato (Art. 1444) in forma espressa o tacita (esecuzione volontaria del contratto da parte di chi poteva chiedere l'annullamento).

I vizi del consenso che producono annullabilità sono:

  • Errore (Artt. 1428-1433): deve essere contemporaneamente essenziale (cadere su natura del contratto, oggetto, identità della controparte, o qualità determinanti del consenso) e riconoscibile dall'altro contraente con la normale diligenza. Entrambi i requisiti sono necessari.
  • Violenza (Artt. 1434-1438): deve essere tale da far impressione su una persona sensata, tenendo conto di età, sesso e condizione. La violenza vizia il consenso anche se esercitata da terzi. Non è sufficiente il timore reverenziale.
  • Dolo (Artt. 1439-1440): i raggiri usati dall'altro contraente sono causa di annullamento quando senza di essi l'altra parte non avrebbe contrattato (dolo determinante, Art. 1439). Se i raggiri non sono stati determinanti, il contratto resta valido ma il contraente in mala fede risponde dei danni (dolo incidente, Art. 1440). La distinzione tra dolo determinante (annullamento) e dolo incidente (solo risarcimento) è un trabocchetto classico.

6.4 Rescissione (Artt. 1447-1451)

Due ipotesi: contratto concluso in stato di pericolo (Art. 1447) e contratto concluso in stato di bisogno con lesione oltre la metà (Art. 1448). L'azione di rescissione si prescrive in 1 anno dalla conclusione del contratto. Il contratto rescindibile non può essere convalidato (Art. 1451), ma la controparte può evitare la rescissione offrendo una riduzione ad equità delle condizioni contrattuali.

8 RISOLUZIONE DEL CONTRATTO

7.1 Risoluzione per inadempimento

L'Art. 1453 consente alla parte adempiente di chiedere giudizialmente l'adempimento o la risoluzione del contratto, salvo in ogni caso il risarcimento del danno. L'inadempimento deve essere di non scarsa importanza (Art. 1455) — avuto riguardo all'interesse della controparte.

Tre strumenti di risoluzione di diritto (stragiudiziale):

  • Diffida ad adempiere (Art. 1454): la parte adempiente intima l'adempimento in un congruo termine non inferiore a 15 giorni (non 30). Decorso il termine senza adempimento, il contratto si risolve di diritto.
  • Clausola risolutiva espressa (Art. 1456): le parti stabiliscono che il contratto si risolverà al verificarsi di un determinato inadempimento. La risoluzione opera quando la parte interessata dichiara di volersi avvalere della clausola.
  • Termine essenziale (Art. 1457): se il termine è essenziale nell'interesse della parte, l'altra deve dare notizia della volontà di esigere l'adempimento entro 3 giorni dalla scadenza; altrimenti il contratto si risolve di diritto.

7.2 Impossibilità sopravvenuta e eccessiva onerosità

L'Art. 1463 disciplina l'impossibilità sopravvenuta totale: nei contratti a prestazioni corrispettive, la parte liberata per la sopravvenuta impossibilità non può chiedere la controprestazione e deve restituire quanto ricevuto.

L'Art. 1467 riguarda l'eccessiva onerosità sopravvenuta, applicabile solo ai contratti a esecuzione continuata o periodica ovvero a esecuzione differita. Non si applica ai contratti a esecuzione istantanea. La parte svantaggiata può domandare la risoluzione; l'altra parte può evitarla offrendo di ricondurre il contratto ad equità. L'onerosità deve superare l'alea normale del contratto.

7.3 Caparra e effetti della risoluzione

La caparra confirmatoria (Art. 1385) ha funzione di garanzia e anticipa la quantificazione del danno: la parte non inadempiente può recedere dal contratto, ritenendo la caparra ricevuta o esigendo il doppio di quella versata. La caparra penitenziale (Art. 1386) rappresenta il corrispettivo del diritto di recesso: esercitato il recesso, si perde la caparra o si restituisce il doppio.

Gli effetti della risoluzione (Art. 1458): la risoluzione ha efficacia retroattiva tra le parti (salvo contratti a esecuzione continuata/periodica, dove non si estende alle prestazioni già eseguite), ma non pregiudica i diritti dei terzi, salvi gli effetti della trascrizione della domanda.

9 RESPONSABILITA' CIVILE

8.1 Responsabilità contrattuale vs extracontrattuale

AspettoContrattuale (Art. 1218)Extracontrattuale (Art. 2043)
FonteInadempimento di obbligazione preesistenteFatto illecito (violazione del neminem laedere)
Onere della provaIl debitore deve provare che l'inadempimento non dipende da causa a lui imputabileIl danneggiato deve provare fatto, danno, nesso causale, colpa/dolo
Prescrizione10 anni (ordinaria)5 anni dal fatto (Art. 2947)
Danno risarcibileDanno prevedibile al tempo dell'obbligazione (Art. 1225, salvo dolo)Tutto il danno: patrimoniale e non patrimoniale
Capacità del danneggianteCapacità d'agire non rilevanteCapacità di intendere e di volere al momento del fatto (Art. 2046)
MoraNecessaria per danni da ritardoNon rilevante (il danno nasce dal fatto)
CumuloDiscusso; prevale la tesi del concorso di azioniDiscusso; prevale la tesi del concorso di azioni
L'inversione dell'onere della prova è il trabocchetto più frequente: nella responsabilità contrattuale prova il debitore, in quella extracontrattuale prova il danneggiato.

8.2 L'illecito civile (Art. 2043)

L'Art. 2043 contiene la clausola generale: "qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno". La nozione di danno ingiusto ha subito un'evoluzione giurisprudenziale fondamentale con la sentenza delle Sezioni Unite n. 500/1999, che ha aperto la risarcibilità anche alla lesione degli interessi legittimi (in precedenza risarcibili erano solo i diritti soggettivi).

8.3 Responsabilità speciali

ArticoloFattispecieTipo responsabilitàProva liberatoria
Art. 2047Danno da incapacePer colpa (culpa in vigilando)Prova di non aver potuto impedire il fatto
Art. 2048Danno da minore o allievoPer colpa presunta (culpa in educando/vigilando)Prova di non aver potuto impedire il fatto
Art. 2049Danno da dipendenti/commessiOggettiva puraNESSUNA prova liberatoria
Art. 2050Attività pericolosaPer colpa presuntaProva di aver adottato tutte le misure idonee
Art. 2051Danno da cose in custodiaPer colpa presunta / OggettivaCaso fortuito
Art. 2052Danno da animaliPer colpa presuntaCaso fortuito
Art. 2053Rovina di edificioPer colpa presuntaProva che la rovina non dipende da difetto di manutenzione o vizio di costruzione
Art. 2054Circolazione veicoliPer colpa presunta (co.1), solidale (co.3-4)Prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno (co.1)
L'Art. 2049 rappresenta il caso estremo: il datore di lavoro risponde dei danni cagionati dal fatto illecito dei dipendenti nell'esercizio delle incombenze cui sono adibiti, senza alcuna possibilità di prova liberatoria. È responsabilità oggettiva pura.

8.4 Danno non patrimoniale

L'Art. 2059 stabilisce che il danno non patrimoniale deve essere risarcito solo nei casi determinati dalla legge (non sempre). Le Sezioni Unite con la sentenza n. 26972/2008 hanno riordinato la materia, individuando un'unica categoria di danno non patrimoniale onnicomprensiva (comprende danno biologico, danno morale, danno esistenziale) e ribadendo che la risarcibilità richiede la lesione di diritti inviolabili della persona costituzionalmente garantiti.

10 PRESCRIZIONE E DECADENZA

9.1 Prescrizione (Art. 2934)

La prescrizione estingue i diritti per inerzia del titolare protratta per il tempo stabilito dalla legge. Non si prescrivono: i diritti indisponibili, il diritto di proprietà (salvi effetti dell'usucapione), l'azione di nullità, i diritti della personalità, lo stato delle persone.

9.2 Termini di prescrizione

TermineFattispecieNorma
10 anniPrescrizione ordinaria; responsabilità contrattualeArt. 2946
5 anniResponsabilità extracontrattuale; annullabilita'; risarcimento per fatto illecitoArt. 2947 co.1; Art. 1442
2 anniDanni da circolazione di veicoliArt. 2947 co.2
1 annoAzione di rescissione; vizi della cosa venduta (ordinaria); diritto del mediatoreArt. 1449; Art. 1495; Art. 2950
6 mesiAzione diretta contro assicuratore; vizi della cosa trasportataArt. 2952; Art. 1698
ImprescrittibileAzione di nullità; diritto di proprietà; diritti indisponibiliArt. 1422; Art. 948

9.3 Sospensione e interruzione

AspettoSospensione (Art. 2941-2942)Interruzione (Art. 2943)
CausaRapporto soggettivo tra le parti (coniugi, tutore/pupillo, ecc.) o impossibilità di agireAtto del titolare (domanda giudiziale, atto di costituzione in mora) o riconoscimento del debitore
Effetto sul termineIl periodo di sospensione non si computa; il termine riprende da dove si era fermatoIl termine già decorso si cancella; ricomincia da zero
Frequenza concorsualeMeno frequenteMolto frequente

9.4 Decadenza (Artt. 2964-2969)

La decadenza è la perdita di un diritto per mancato esercizio entro un termine perentorio. A differenza della prescrizione, la decadenza non ammette sospensione nè interruzione (salvo eccezioni per decadenza giudiziale, Art. 2966). L'atto che impedisce la decadenza è il compimento dell'atto stesso previsto dalla legge o dal contratto, non la semplice messa in mora.

AspettoPrescrizioneDecadenza
FondamentoInerzia del titolare nel tempoMancato esercizio entro termine perentorio
SospensioneAmmessaNon ammessa (salvo Art. 2966)
InterruzioneAmmessaNon ammessa
RinunciabilitàRinunciabile solo dopo il compimento (Art. 2937)Le parti possono stabilire termini convenzionali (ma non per diritti indisponibili)
Rilevabilità d'ufficioNo (deve essere eccepita dalla parte)Si', se di ordine pubblico (Art. 2969)

9.5 Onere della prova (Art. 2697)

Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento. Chi eccepisce l'inefficacia di tali fatti, ovvero eccepisce che il diritto si è modificato o estinto, deve provare i fatti su cui l'eccezione si fonda. Questa regola aurea della distribuzione dell'onere probatorio si applica trasversalmente a tutto il contenzioso civile.

11 NUMERI CHIAVE

N.DatoValoreNorma
1Capacità d'agire18 anniArt. 2 c.c.
2Emancipazione matrimonio16 anniArt. 84 c.c.
3Diffida ad adempiere (minimo)15 giorniArt. 1454 c.c.
4Termine essenziale (avviso)3 giorniArt. 1457 c.c.
5Prescrizione ordinaria10 anniArt. 2946 c.c.
6Prescrizione extracontrattuale5 anniArt. 2947 co.1 c.c.
7Prescrizione danni veicoli2 anniArt. 2947 co.2 c.c.
8Prescrizione annullabilità5 anniArt. 1442 c.c.
9Prescrizione rescissione1 annoArt. 1449 c.c.
10Prescrizione assicurazione6 mesiArt. 2952 c.c.
11Assenza dichiarata2 anniArt. 49 c.c.
12Morte presunta10 anniArt. 58 c.c.
13Quorum scioglimento associazione3/4 associatiArt. 21 c.c.
14Requisiti del contratto4Art. 1325 c.c.
15Libri del Codice Civile6R.D. 262/1942
16Presunzione di paternità (massimo)300 giorniArt. 232 c.c.
17Presunzione di paternità (minimo)180 giorniArt. 232 c.c.
18Separazione personale (conversione divorzio)6 mesi / 12 mesiL. 55/2015
19Usucapione ordinaria beni immobili20 anniArt. 1158 c.c.
20Usucapione abbreviata beni immobili10 anniArt. 1159 c.c.
21Usucapione beni mobili registrati10 anni (buona fede)Art. 1162 c.c.
22Possesso vale titolo (mobili)ImmediatoArt. 1153 c.c.
23Termine garanzia vizi (denuncia)8 giorniArt. 1495 c.c.
24Azione revocatoria ordinaria5 anniArt. 2903 c.c.
25Annullamento delibere assembleari6 mesiArt. 21 c.c.
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12 20 TRABOCCHETTI PIU' PERICOLOSI

N.TrabocchettoErrore comuneRisposta corretta
1Nullità — chi può agire?Solo le parti del contrattoChiunque vi abbia interesse + rilevabile d'ufficio dal giudice (Art. 1421)
2Nullità — si prescrive?Si prescrive in 10 anniImprescrittibile (Art. 1422): l'azione di nullità non è soggetta a prescrizione
3Nullità — si può convalidare?Si', come l'annullabilitàNo: il contratto nullo è inconvalidabile (Art. 1423); solo l'annullabile è convalidabile (Art. 1444)
4Rescissione vs risoluzioneConfusione tra i due istitutiRescissione = vizio genetico (stato di pericolo/bisogno al momento della conclusione); Risoluzione = vizio funzionale sopravvenuto (inadempimento, impossibilità, eccessiva onerosita')
5Prescrizione dell'azione di rescissione5 anni come l'annullabilità1 anno dalla conclusione del contratto (Art. 1449), non 5
6Onere della prova nella responsabilità contrattualeIl creditore deve provare la colpa del debitoreIl debitore deve provare che l'inadempimento non dipende da causa a lui imputabile (Art. 1218 — inversione dell'onere)
7Onere della prova nella responsabilità extracontrattualeCome quella contrattualeIl danneggiato deve provare fatto illecito, danno, nesso causale e colpa/dolo del danneggiante (Art. 2043 + Art. 2697)
8Prescrizione del risarcimento danniSempre 5 anni5 anni per responsabilità extracontrattuale (Art. 2947), ma 10 anni per responsabilità contrattuale (Art. 2946). Dipende dalla fonte
9Art. 2049 — responsabilità del datore di lavoroPuò liberarsi provando la diligenzaNESSUNA prova liberatoria: responsabilità oggettiva pura. Il datore risponde sempre per i fatti illeciti dei dipendenti nell'esercizio delle mansioni
10Possesso vs detenzioneSono la stessa cosa / dipende dalla titolaritàIl possesso richiede l'animus possidendi (volontà di tenere la cosa come propria); la detenzione implica l'animus detinendi (riconoscimento dell'altrui possesso). La differenza è nell'elemento psicologico
11Principio consensualistico — quando si trasferisce la proprietà?Con la consegna del bene (traditio)Con il consenso delle parti legittimamente manifestato (Art. 1376). La consegna non è necessaria per il trasferimento della proprietà
12Quanti sono i requisiti del contratto?3 (accordo, causa, oggetto) oppure 5Esattamente 4: accordo, causa, oggetto, forma quando prescritta a pena di nullità (Art. 1325)
13Errore come vizio del consenso — basta che sia essenziale?Si', basta che sia essenzialeDeve essere contemporaneamente essenziale E riconoscibile dall'altro contraente (Art. 1428 + Art. 1431). Entrambi i requisiti sono necessari
14Dolo incidente vs dolo determinanteEntrambi producono annullamentoSolo il dolo determinante (Art. 1439) produce annullamento. Il dolo incidente (Art. 1440) non annulla il contratto: il contraente in mala fede risponde solo dei danni
15Causa del contratto vs motivoSono sinonimiLa causa è la funzione economico-sociale oggettiva del contratto; il motivo è la ragione soggettiva individuale. Il motivo illecito rileva solo se comune a entrambe le parti (Art. 1345)
16Clausole vessatorie non approvate specificamenteSono nulleSono inefficaci (Art. 1341 co.2): non producono effetto se non specificamente approvate per iscritto. La distinzione tra inefficacia e nullità è tecnicamente rilevante
17Diffida ad adempiere — termine minimo30 giorni15 giorni (Art. 1454): il termine assegnato non può essere inferiore a 15 giorni, salvo diversa pattuizione delle parti o usi
18Eccessiva onerosità sopravvenuta — a quali contratti si applica?A tutti i contrattiSolo ai contratti a esecuzione continuata o periodica ovvero a esecuzione differita (Art. 1467). Non si applica ai contratti a esecuzione istantanea
19Art. 2059 — danno non patrimonialeSempre risarcibileRisarcibile solo nei casi determinati dalla legge — tipicamente lesione di diritti inviolabili costituzionalmente garantiti (Cass. SS.UU. 26972/2008)
20Danni da circolazione veicoli — prescrizione5 anni come l'extracontrattuale generale2 anni (Art. 2947 co.2): termine speciale, più breve di quello generale quinquennale
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Fonti normative principali: Codice Civile (R.D. 16 marzo 1942, n. 262, e successive modificazioni); L. 6/2004 (Amministrazione di sostegno); L. 55/2015 (Divorzio breve); Cass. SS.UU. 500/1999 (risarcibilità interessi legittimi); Cass. SS.UU. 26972/2008 (danno non patrimoniale).

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